venerdì, 18 settembre 2009, ore 00:12

Sinceramente, a me Totoro manda completamente fuori.
Credo sia colpa di quella specie di rutti inarrivabili. Di come danza attorno all'orto per far crescere le piante - dico, mi fosse riuscito
mai coi pomodori! - e della malsana tendenza a infilarsi sotto gli scrosci dei pini.
O forse solo perché a veder correre Satsuki mi vien su una specie di groppo in gola e la voglia levarmi le scarpe e andarle dietro.
 

GinocchiaAPunta
martedì, 15 settembre 2009, ore 22:27

Coliandro è uno di noi.
Dice minchia che io manco lo guardo. Ascolto distratto e mi sembra di essere a casa.
Minchia, appunto.
Che i miei modelli stanno drammaticamente precipitando verso il basso.
           
GinocchiaAPunta
lunedì, 24 agosto 2009, ore 16:12

No, ecco, ieri.
No, ecco, ieri stavo mangiando i fichi e.   
No, ecco, ieri stavo mangiando i fichi e ho proprio pensato così.
Nomina sunt consequentia rerum.
     
GinocchiaAPunta
sabato, 08 agosto 2009, ore 15:13

In vacanza, le unghie dei piedi crescono molto più in fretta.  
GinocchiaAPunta
mercoledì, 01 luglio 2009, ore 21:34

L'afa mi schiaccia sul pavimento a cercare il fresco, come fanno i gatti. Rotolo dalla pancia alla schiena, e viceversa, lasciando ombre di corpo umano sul cotto. Neanche nei libri trovo la pace, stasera.
L'aria manca. E la poca rimasta è troppo calda per respirare.
Fuori pare prepararsi tempesta.
Un alito di vento gonfia appena le tende a e anche me, che mi sollevo come foglia, infilo le ciabbe e mi cavo fuori dal forno.
Appena qualche passo da casa mi accoglie la voce incantata di un gruppo jazz.
La piazza, una volta, era una distesa di auto e di gente che cercava parcheggio. Ora è una spianata di marmo tra due ali in discesa di typha angustifolia. Tutti dicono brutta, forse per quella casina nel mezzo che non c'entra nulla, ma io non mi ci sono
mai trovato male. Probabilmente solo per averci passato, rinchiuso nei laboratori di fronte, i miei anni più belli. Quelli dove tutto sembrava possiblie.
Ora rimane uno spazio d'aria, la vista su uno spicchio di collina, qualche parallelepipedo di marmo dove sedere e quel vecchio edificio in mattoni rossi a chiudere il quadro.
E così mi accoccolo a terra anche stavolta.
Mi levo le scarpe e mi corico, la testa poggiata a due coscie toste che sembrano di marmo.
Il cielo promette la pioggia. Lo si capisce dai lampi ininterrotti che vanno a tempo di jazz. Ma si sta bene lì, a guaradare le nuvole.
Alle prime gocce, però, s'ha da fuggire. Ci aspetta a bocca spalancata un cortile denso di percussioni e danze africane.
Tutti a piedi nudi, anche lì.
Adoro questa città, ma, stasera, fortuna vuole che piova sul serio. 
       
GinocchiaAPunta
lunedì, 29 giugno 2009, ore 18:31

Ho perso la testa per la pesca tabacchiera.   

GinocchiaAPunta
giovedì, 25 giugno 2009, ore 20:16

Ein Spaziergang durch die Straßen von Wien.

[Si avverte la gentile utenza di lingua tedesca che la soprastante frase è stata cordialmente offerta da Google Language Tools].    
GinocchiaAPunta
lunedì, 18 maggio 2009, ore 20:41

Il sabato inizia in anticipo. Me lo ritrovo addosso già alle sette del mattino, con tutta la sua aria da villaggio: il sole che sbatte sugli scuri, la lentezza nelle faccende, i movimenti pigri delle ossa. Anche gli uccelli volano più piano, il sabato mattina.
Io no.
La massaia che c'è in me ha scritto la lista della spesa alla lavagna, non c'è calamita a forma di mucca che possa cadere, stavolta: sta per finire il vino, il camapri è morto già da un paio di giorni! Non si può vivere in questa maniera incivile! E, già che andiamo al mercato, ci scappano anche due olive e un paio di mele, carciofi e piselli (che a cena viene la talpa, ma questa è tutta un'altra storia che merita uno spazio tutto suo).
Arrivo al Circolo dei Lettori che la massaia che c'è in me giace stremata e gaudente nel frigorifero. Fortunatamente, perchè non sarebbe stato bello presentarsi con le sporte colme e l'aria di volere sfamare il mondo.
Sono in ritardo quanto basta per potermi accucciare non visto sul fondo di una poltroncina rossa, nell'angolo accanto alla porta, ad ascoltare.
Ascoltare mi riesce bene, sempre molto meglio che parlare.
Il LitCamp offre voci ferme, che raccontano storie avvincenti, e sguardi obliqui e attenti sulle parole. Offre parole che regalano persone intere e persone che si raccontano guardando altrove. Offre spunti di pensiero e pensieri interi da conservare per la sera. Risate, poi, come aperitivo. Offre occhi attenti che ascoltano e nuche da spiare mentre si muovono in segni di assenso o diniego.
Il LitCamp offre persone, che prima erano un nome e delle parole, e ora sono sorrisi, capelli, movimenti cauti, sguardi. Il gusto di dire. Sono voglia di scoprire, di vedere, di fare. Curiosità, idee.
E una cosa meravigliosa su tutte m'è rimasta addosso e non la so levare.
L'idea del silenzio.
Che poi ho splendidamente accantonato un attimo dopo correndo al gay pride. Non c'è festa più bella, dopo quella degli alpini.

[Molti hanno raccontato degli interventi e speso parole entusiaste di ringraziamento per chi tanto si è dato nell'organizzare. Io il mio personalissimo grazie lo voglio dire a chi era di casa e si è occupato di accoglierci tutti, facendomi sentire a casa per davvero. Grazie E.l.e.n.a. Grazie Viridian.]
GinocchiaAPunta
venerdì, 08 maggio 2009, ore 13:33

Ginocchia: vabbé! Facciamo che mo' ti saluto.
Sorellauno: sì, ci sentiamo domani! Ché questo è il momento di preparare pappe e mettere pigiamini. Ma aspé, prima di andare, ti devo troppo far sentire questa...
Ginocchia:
che è?
Sorellauno: [fuoricampo] Arianna, ha voglia di cantare Sincerità allo zio?
Arianna: [vago rumore di sbausciamento alla cornetta] nànnaaanànaaaaa, nànnaaanànaaaaa.
Sorellauno: [ridendo] sentito?    
Ginocchia:
te lo dico? quella nana a me fa scassare dal ridere!
Sorellauno: sì, è abbastanza simpatica per avere sedici mesi.
Ginocchia: Cmq è meglio che la disintossichi da quella canzoncina, secondo me ha poteri psicotropi. 
GinocchiaAPunta
mercoledì, 29 aprile 2009, ore 13:26

Me lo sento.  Oggi diventerò campione mondiale di caffé indoor.
Ho appena fatto il settimo carpiato in tazzina da banco, coefficiente di difficoltà 2.4
Sempre che non mi fermi la gastrite o l'antidoping.
E non vi dico la barista quanto è orgogliosa di me.
Che la mia barista somiglia spiccicata uguale a Margherita Buy, solo molto più depressa. Allora sono contento di farla un po' allegra.
Ecco, ora mi preparo per l'ottavo. 
     
GinocchiaAPunta