martedì, 03 novembre 2009, ore 23:07

Cerco foglie gialle, alte fino al ginocchio, come si cerca acqua trasparente che non si tocca. Per la meraviglia di un guizzo.
I piedi strascicati lasciano solchi bruni che frusciano alle spalle. Ma quel che c'è dietro non conta più. È terra arata che darà frutti che non saprò.
Il mio posto è avanti da qui. Un passo oltre.
A godere il piacere disperato della pioggia addosso e di queste foglie gialle di ginkgo, in cui le caviglie sprofondano molli.
È arrivato l'autunno.
E me ne accorgo solo oggi, nella nostalgia della mia casa lontana.
Nell'aria, profumo di riso grezzo e vino nobile di Montepulciano.
         
GinocchiaAPunta
domenica, 19 luglio 2009, ore 17:29

Tre anni di vita stanno in trentasette scatoloni, quattordici buste e tre valige. Vestiti esclusi.
In finale, i libri hanno battuto le scarpe per sette a quattro.
Si sono piazzate bene anche le pentole senza coperchi, al quarto posto.
E tutto il resto è noia. Ma per oggi ho finito le scatole. 
   
GinocchiaAPunta
lunedì, 15 giugno 2009, ore 18:56

Per qualche giorno io sarò qui. Allora ciao, intanto.    

GinocchiaAPunta
mercoledì, 04 marzo 2009, ore 11:56

Arrenditi! Quei tre ingranaggi rotti che ti fanno il vuoto dentro non li puoi più mettere a posto. Pensa a levar la polvere dal resto, piuttosto.
E non ti preoccupare, ché claudicare ti dona alquanto -soprattutto quando strascichi e sorridi!
[Scusate. È che l'autocelebrazione dura una settimana minimo].

Tieni care le persone che hanno la cassetta degli attrezzi sempre in mano. Le cose perfette non sono mai esistite e aggiustare in corso d'opera è un talento che ti affascina per orgoglio e cocciutaggine. La bellezza del giardiniere, mi viene da dire, pensando a cose che crescono, maturano, cambiano. E rimangono sempre, irreparabilmente imperfette.

La chimica l'hai studiata tanto tempo fa, ora fanne buon uso! Ovvero tieniti lontano dagli acidi, insieme fate reazioni che sembrano belle ma il cui risultato finale è soltanto fumo e rabbia. Tu non sei sali d'argento, ahimé.

Smetti di aspettare una pace che non verrà. Non come la vuoi. E, soprattutto, smettila con il tuo gioco preferito: il passato è un azzardo in perdita perenne.

E poi tante altre cose che sono solo dei post-it sul tempo da domare, sull'imparare a fare bene le tre cose che più ami.
     
GinocchiaAPunta
martedì, 16 dicembre 2008, ore 20:29

La mano aperta controluce, come a riparare lo sguardo distratto, mostra una sottile membrana a unire le nocche. Come un merletto di pelle diafana e squame grigiastre. Ai lati del collo si sono aperte quattro fessure profonde, rosse quando butto dentro vapore d'acqua.
Sbancherei nel ghiaccio di Porta Palazzo.
Di aria non ce n'è più. Appena un po' d'ossigeno perso nella pioggia vaporizzata.
Un opercolo bianco tiene il ritmo del fiato.
La pelle dei piedi ha solchi bianchi da cui spuntano squame ordinate che salgono fin quasi al ginocchio.
Un'introflessione del gozzo serba l'aria che mi farà galleggiare quando tutto sarà coperto dal fango.
Se non smette di piovere, presto mi trasformerò in un pesce.
Una murena magari, che mi somiglia nel veleno del morso. O una tracina all'ombra del piede incauto.
Magari diventerò seppia, col tempo, per nascondermi dietro nuvole nere come dietro parole.
Ché diventare pesce è ciò che sogno da sempre. Un tonno o uno spada o anche solo un cefalo di porto.
Come Adelina, bambina, sognava di essere una gallina. Sorelladue un somarello. Io acciuga.
Il pensiero, negli anni, è rimasto animale.
Ma ora basta pioggia, però.
     

GinocchiaAPunta
venerdì, 24 ottobre 2008, ore 16:07

Io stasera vado qua.
Per tanti motivi.
Per '
i tuoi capelli che sono fili scoperti che sono nastro isolante che sono fili scoperti', sopratutto.
E poi per sapere 'cosa racconteremo ai figli che non avremo di questi cazzo di anni zero'.
Ma anche perché chi apre il concerto alla batteria di un gruppo di squinternati megalomani -che ieri già manifestava chiari segni di ansia da prestazione come pressione bassa, sguardo smunto, scarsa sollecitudine al cazzeggio- sarà sicuramente felice di vedere le nostre facce abbarbiccate lassotto a fare il tifo.
Che poi si sa, i batteristi magri sono i più bravi (Police docet).

 


GinocchiaAPunta
mercoledì, 08 ottobre 2008, ore 15:54

A me, questa cosa qui, fa letteralmente impazzire. Mi piace il senso del movimento, la voglia che si respira. Di dire basta. Di dirlo veramente!            
GinocchiaAPunta
martedì, 30 settembre 2008, ore 16:25

Il dubbio che il mondo sia qualcosa che si sta rompendo anima questi miei giorni d'inizio autunno. Le parole suonano come una crepa che si allarga: ovunque si discute di crack e salvataggi, di crolli, caduta libera e ineluttabile tonfo.
L'odore del fango in cui stiamo piombando lo sento da qua.
Lo vedo riflesso negli occhi preoccupati della gente, nella cupa disperazione di certe parole affogate: ho sentito Adelina gridare -e lo stupore mi ha folgorato- parole arrabbiate che sono sembrate enormi e violente su quegli occhi miti di vecchia! E poi subito pentirsi e sgranare il rosario.
Anche la mia voce s'è fatta più cupa, come il futuro. E Dio non mi tiene le briglie.
Cambiare non può più essere un sogno.
S'è fatta necessità.
         
GinocchiaAPunta
giovedì, 14 agosto 2008, ore 15:22

Ma voi, per qualche giorno, potete venire a trovarmi qua.

GinocchiaAPunta
mercoledì, 02 aprile 2008, ore 16:12

Oggi sono in movimento. 
Un obiettivo solo nella testa: all'ottava traversa, il pedone diventa regina.
GinocchiaAPunta