sabato, 07 novembre 2009, ore 12:41
Arrivo al cinema che è troppo tardi per il primo spettacolo e troppo presto per il secondo. In una specie di limbo perfetto solo per birra e patatine, ma ho già cenato e a volte la gola non basta.
Che il prossimo che mi dice che in medio virtus stat se ne può andare affanculo fin da subito. In medio non c'è niente. Solo 'La battaglia dei tre regni'.
Un film che quando esci hai subito voglia di provare ad abbattere un cavallo con una spallata, come hai visto fare a quel generale con la barba che sembra una specie di tanuki.
Oggi andrò al maneggio.
Ma come si diceva ne 'Il caricatore': il cinema è un altra cosa! Proprio un'altra.
GinocchiaAPunta
giovedì, 02 luglio 2009, ore 15:54
La mia dipendenza dalla corrente elettrica è qualcosa di imbarazzante.
[Ma almeno, con la scusa dello scioglimento dei ghiacci, mi son fatto mezzo chilo di affogato all'amarena.]
GinocchiaAPunta
sabato, 20 giugno 2009, ore 22:24
Come al solito sono fuori sincrono con il mondo.
Ma il mondo, questa volta, mi è venuto a prendere fino a qui.
GinocchiaAPunta
giovedì, 11 giugno 2009, ore 16:17
L'estate erano un cinquantina di ragazzini delle medie che recitavano ai margini del bosco.
Un gruppo di insegnanti s'indaffarava a coordinarne la contagiosa allegria, mentre un pubblico di genitori e curiosi si disponeva a falce di luna, seguendo gli umori del terreno sconnesso.
Si aspettava il buio ai margini, fumando e giocando a scacchi. Si attendeva la nota che avrebbe aperto la danza di quelle incerte figure nere che si lanciavano in scorribande nei boschi.
Quando brillarono le prime lucciole ci fu un "Oooh" di meraviglia e poi di nuovo il silenzio delle voci basse, in attesa. Qualcuno, a bocca aperta, seguiva quel lieve baluginio nel fitto dei castagni.
Con stupore, mi sorpresi a pensare -il cavallo fermo a mezz'aria- che somiglia a un miracolo meravigliarsi ancora di tutto.
GinocchiaAPunta
domenica, 03 maggio 2009, ore 21:56
Io, del verde, adoro il suo essere così, dannatamente verde. Che detta in questa maniera sembra una minchiata, ma -datemi retta- ha un senso suo nascosto tra le frasche.
E del verde adoro anche che a qualcuno piaccia come lo dico, con la E un po' aperta e la ERRE che trema per l'emozione. Veer*de, appunto.
Perché poi, tutta la questione del colore si lega alle vicende del mio pisello odoroso.
Oddio, potrebbe sembrare un'arditezza, quasi vanagloria, ma altro non è che la storia di un gruppetto di piantine da niente di Lathyrus odoratus: una bustina di semi trovati nel fondo di un cassetto e buttati dentro un vaso enorme e vuoto -il gatto Arturo aveva appena finito di distruggere lo Spathiphyllum- nel periodo più sbagliato possibile.
Era autunno inoltrato e, mentre tutto moriva, un gruppo di cotiledoni coraggiosi tirava fuori la testa dalla terra: un'erbaccia rasa e triste che ha resistito in trincea per tutto l'inverno. Al gelo, alla troppa pioggia, alla disattenzione dei calci nei miei rientri ubriachi.
E poi, all'improvviso, questa cosa che pareva morta, che non si faceva altro che dire: "cosa ci mettiamo in quel vaso enorme pieno d'erbacce?", ha cominciato a crescere, ad avvinghiarsi alla ringhiera del ballatoio e buttare fuori fiori viola.
Ecco, ciò che mi meraviglia del verde è questo senso esatto del tempo. Questo vegetale 'sentire il momento' che vorrei poter rubare. Non sono bastate le mani inesperte di un giardiniere distratto a mandare la vita nascosta dei semi fuori sincrono, piuttosto, questa si è data il tempo giusto di attendere.
Ora è lì, rigogliosa, e si sta prendendo la righira intera. E quest'inverno nessuno c'avrebbe scommesso una lira.
Ecco, questo vorrei rubare al verde.
Sapere quando, sapere come.
GinocchiaAPunta
martedì, 21 aprile 2009, ore 11:36
La serata è un piacevole alternarsi di birra, chiacchere e sigarette. L'infinita serie di sfide a Mario Kart ci tiene svegli e allegri fino a tardi.
Si ride di niente, come bambini.
Che è poi solo un modo di fare il giro largo intorno alle cose importanti, che stan lì come monoliti, a darci la direzione. Ci si arriva sempre, alla fine, e li si scala a unghia.
Ma oggi no. Oggi si sta leggeri che basta già la pioggia a infradiciare tutto.
Ginocchia: e comunque la nostra è una generazione di post-adolescenti a rilascio controllato.
Fukuda: [serio] e te credo...
Ginocchia: in che senso, scusa?
Fukuda: tu l'hai provata la vita da adulto, no? Fa schifo la la vita da adulto! Una vera rottura di palle...
GinocchiaAPunta
martedì, 24 marzo 2009, ore 16:44
Adelina mi cerca per parlare.
E mi disorienta tutto questo suo bisogno di dire proprio a me, che sono diventato così restio alla famiglia, che ho fatto frattura per l'aver detto una verità che non si poteva dire.
Ma tutte quelle figlie femmine a che diavolo le serviranno mai, allora? Solo a spaccare la minchia?
Ora che la vita s'è fatta veloce e il tempo è una specie di avanzo faccio fatica a dedicarle angoli. Prima vengono tutte le cose da fare: un lavoro che mi asciuga ogni energia, una casa da abbandonare e una da creare. E poi io, che per esistere ho bisogno di ore in quantità.
Così lei, lentamente, è scivolata in un cantuccio.
Quei fine pomeriggio vuoti che riempivamo di tè e ricordi sono finiti da un pezzo. Le chiedevo sempre di raccontarmi delle galline, come i bambini che chiedono sempre la stessa favola. Adoravo la faccia che si piegava al riso quando mi diceva che andava a tastare il culo delle iaddrine per vedere se avevan fatto l'uovo e poi si inchiodava a taliarle, a pensare cosa mai potessero pensare dietro quegli occhi neri.
Un vizio che mi ha trasmesso nel sangue: le mie ore volano a cercare di capire cosa passa per la testa del gatto. A decifrarne uno schema immaginifico di possibile pensiero.
Poi, ieri, Adelina è riuscita a frenare tutto il mio correre dietro inezie.
M'ha inchiodato al telefono e ha cominciato a raccontare. Una storia strana tutta fatta di vecchine perdute e poi ritrovate, di possibili rimorsi e 'Chi l'ha visto?'.
Le avventure di Adelina hanno un loro intrinseco fascino di quotidiano (trame Wertmülleriane, a tratti).
E non so perché, alla fine di tutto, mi sono ricordato che è lei che mi ha insegnato a ruttare.
GinocchiaAPunta
giovedì, 19 marzo 2009, ore 23:06
Il mio puscher di cd mi allunga un pacchetto dall'inequivocabile forma quadrata e mi fa:
- Ascolta questo, che secondo me ti piace!
- La copertina fa schifo! - gli rispondo mentre scorro la lista dei titoli e comincio a ridere.
- L'abuso di mp3 ti ha rincoglionito del tutto. Ascolta e poi dimmi!
Cinque minuti dopo sento le casse che strillano:
Veramente vivo in tempi bui
e non è per rovinarti il pranzo
che ti dico è arrivata la marea
e la tu la scambi per entusiasmo
mentre mi travolge un rock così splendidamente classico da sembrare quasi innovativo.
Intanto sfoglio il giornale della sera -che poi è quello della mattina che aspetta il suo turno.
La pelle che si accappona.
È un mondo orribile. Tempi davvero bui.
Rimane la voglia di cambiare e non saper bene che fare.
Andrò a finire "Uomini e no".
GinocchiaAPunta
martedì, 06 gennaio 2009, ore 18:34
La neve fa la città splendida, delicata di superfici immacolate e silenzio.
Magica, di una magia che è scovare nel cuore un entusiasmo bambino e la voglia infingarda di ridere forte. Non c'è forza che mi possa trattenere all'istinto selvaggio di infilarmi nel bianco e camminare per ore.
Torino è solo mia.
E di pochi altri avventurieri che devono spartirla con bambini e pupazzi di neve. [Il mio ha orecchie e capelli di edera, sorriso di betulla e occhi di quercia. E un gran naso da cinque centesimi.]
I canti del Natale ortodosso, celebrato all'aperto dell'Aiuola Balbis in una folla colorata di ombrelli, stupiscono anche le nuvole che si accaniscono a nevicare più forte.
La parola "sommerso" è un desiderio che covo da anni. Checché ne dicano i grandi di tutti i disagi.
La neve è uno spartiacque.
Io sono ancora dalla sua parte.
GinocchiaAPunta
lunedì, 13 ottobre 2008, ore 21:22
Oggi ho rubato un giorno.
[Per furto si intende in genere l'impossessamento indebito di un bene di proprietà altrui ed è l'azione tipica del ladro. Si riferisce classicamente alla sottrazione di un bene mobile in danno del legittimo proprietario, ed in tempi recenti la disciplina è stata estesa anche al furto di beni immateriali.]
GinocchiaAPunta