lunedì, 21 aprile 2008, ore 12:23
GinocchiaAPunta
giovedì, 17 aprile 2008, ore 11:02
Le telefonate peggiori arrivano sempre mentre sto facendo le cose più stupide: sparare a dei nanetti con un joypad non è un attività proporiamente geniale, appunto. Me lo sarei dovuto aspettare...
Sorellauno piange all'altro capo del telefono di andare subito da lei. Prima di capire cosa è successo veramente ci metto dentro la speranza vana di uno scherzo di cattivo gusto. Invece, purtroppo, certe volte il cattivo gusto ha un limite che non vorresti.
Nipoteuno è caduto giocando: frattura temporo-parietale del cranio, ematoma extradurale da operare d'urgenza.
Un subito di milletrecentosette chilometri mi stringe lo stomaco. Niente treni, niente aerei a quell'ora della sera.
Un subito di tredici ore di auto da correre con Adelina che mi predica affianco, divisa tra la preoccupazione per Nipoteuno e quella per Gap che percorre vie a lei incomprensibili.
La notte scivola faticosa sull'autostrada. Per la prima volta andare a Sud non ha il sapore della festa.
Quando arriviamo sfatti, Nipoteuno è già sveglio: vuole un Pandistelle.
GinocchiaAPunta
martedì, 15 aprile 2008, ore 11:41
E ciò che più mi sconforta è la totale assenza di lungimiranza. Ché di ideali non se ne parla più già da un po'.
GinocchiaAPunta
venerdì, 11 aprile 2008, ore 14:49
Ginocchia: e allora dai, dimmelo tu che sai tutto! Ma qual è il senso di questa cazzo di vita?
Fukuda: trovare parcheggio?
Ginocchia: [pensieroso] mmh.. ah!
GinocchiaAPunta
giovedì, 10 aprile 2008, ore 21:54
Come quando devi fare la fatica di dimostrare l'evidenza.
GinocchiaAPunta
mercoledì, 09 aprile 2008, ore 20:03
Il tempo mi scivola veloce addosso, in grosse gocce verticali. Settimane come giorni lambiscono il bordo bagnato delle dita indaffarate a far parole.
Mr Iron mi guarda con la stessa faccia maori di sempre, ma sono quasi otto mesi che non la vedo sorridermi esatta. Eppure è come ieri.
Mi ruba a un rapido pasto solitario per tenermi in sospeso sul filo delle sue follie: la barca a vela, cambiar vita, un altro figlio.
Mi viene facile, allora, rovesciargli nell'imbuto delle orecchie tre segreti.
Trema anche lui della mia stessa instabilità, ma la sua ricetta è tenersi fermo. La mia è sempre stata dondolare.
Sorride, però, quando mi dice: "Sei sempre il più punk!".
Che è come vincere una sfida che dura da undici anni.
GinocchiaAPunta
martedì, 08 aprile 2008, ore 15:21
Fukuda: e che hai?
Ginocchia: nulla..
Fukuda: nulla? sì, vabbè, vallo a raccontare a qualcun altro! Hai una faccia..
Ginocchia: sono solamente un po' pensieroso.
Fukuda: e a cosa pensi? Dai, dimmi!
Ginocchia: [appigliandosi alla scusa di una locandina appesa in bacheca] bah, quasi quasi me ne vado a fare il volontario in Perù..
Fukuda: bello! così sai quante peruviane puoi farti?
Ginocchia: naa.. vado scomodo, sono troppo basse per me.
Fukuda: ma va' là che sono perfette: ne puoi mettere due una sopra l'altra, come un totem..
Ginocchia: mpfh! te sei proprio pessimo, lo sai?
Fukuda: e limonare e farti fare un pompino contemporaneamente.
Ginocchia: [ridendo] comincio a sospettare che, chi mi dice che sei nocivo, non abbia poi tutti i torti..
GinocchiaAPunta
lunedì, 07 aprile 2008, ore 17:34
Si cammina per le vie di questa città come sulle maglie di una rete.
Rette parallele in direzione, che l'ardire di svoltare non lascia lo scampo di una curva. Solo cambi di meta ortogonali sono concessi, che ce ne vogliono quattro per tornare in rotta. E la vita non è mai abbastanza lunga per cambiare quattro volte.
Si cammina come sulle maglie di una rete, appunto. E gli incroci sono nodi che ti legano, si sfugge dalle maglie delle vie rette per trovare angoli di bellezza e possibilità.
GinocchiaAPunta
venerdì, 04 aprile 2008, ore 13:34
Che io sia pigro lo si vede dalla fossa che il mio culo ha già scavato sul divano. Ci si sta comodi accucciati con un libro tra le mani e il gatto sulla pancia.
Ma la gabbia della non-voglia certe sere non mi tiene.
Mi chiama fuori la piazza piena di gente e il cinema sotto casa mi convince che mi posso fidare. I film ormai li lascio scegliere a lui e devo ammettere che non me ne sono mai pentito. C'è il talento di scovare quel che vorrei sapere.
Ieri sera ho trovato una canzone e il senso di un finale che non finisce niente. [D'altronde, è un'overture di clarinetto.] Abbastanza per un film solo.
La mia pigrizia è anche questo. Lasciare ad altri la scelta di una sera, maturare quelle di una vita.
GinocchiaAPunta
giovedì, 03 aprile 2008, ore 17:35
Il primo vagito di verde è un verde diverso.
È come se avesse più fame di sole e una sorta di forza bambina. Sguscia inesorabile dai rami apparentemente secchi, dalle crepe dell'asfalto, dalle zolle smosse.
Dalla collina, lentamente invade le sponde del fiume, dilagando lungo i viali fino ai più intimi recessi del mio cranio di coccio.
C'è terra ancora buona a dare frutti, nella mia testa. Lo sanno le mani dalle unghia bianche che mi voltano le zolle fatte a grumo, e strappano via radici secche di geranio.
La terra finalmente è pronta.
Ora, però, ci vuole acqua.
GinocchiaAPunta