venerdì, 29 febbraio 2008, ore 10:38

Un giorno che non esiste, questo. Solo una manciata di minuti smarriti negli anni e buttati qui a fare ore.
Il tempo si dilata e lo spazio, stizzito, reagisce comprimendosi. La meccanica quatistica del mio sentire impone regole di compensazione.
Un passo lungo nel verso di costruire vale qualche metro di più, oggi. E conta la metà la tua smania infantile di distruggere tutto. Come un capriccio di nervi.
Ho imparato, negli anni, a reggere urti ben più duri delle unghie. Distruggere è un talento che ho scambiato con la fantasia di immaginare possibilità.
Ci si misura nel fare, non nel disfare. Ma questo, forse, riguarda solo me.
GinocchiaAPunta
giovedì, 28 febbraio 2008, ore 17:22

Che oggi c'è solo l'uggia di un dopo.
GinocchiaAPunta
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categoria : ioodio
mercoledì, 27 febbraio 2008, ore 15:28

Che non sono pochi.
Che non sono abbastanza. 
Almeno per averci capito qualcosa, intendo.
Sufficienti, però, a far rivoluzione sul filo tenuto teso da parole mai così vere, da dita che si muovono veloci sul liscio dell'istinto.
È lo stesso numero dei trentini che entrarono a Trento. Che tutte queste erre suonano bene al mio orecchio quando sono inficiate dal difetto della pronuncia.
Sono ciò che medico chiede, ascoltando la schiena per capire che è la testa a non funzionare.
La stessa età di quel tale coi capelli lunghi, che poi c'è morto di trentatreitudine. Ma forse lui qualcosa di buono lo ha fatto, o così mi ah raccontato Adelina.
Io, intanto, se vedo due pezzi di legno, me la batto a gambe levate. Il bricolage non fa per me.
E comunque grazie.
È una festa bella, questa.
Anche per blog, che compie un anno di parole al vento.
GinocchiaAPunta
martedì, 26 febbraio 2008, ore 17:04

Una giornata che non si riesce a star fermi, questa.
Stamattina ero qui, a farmi predire il futuro da un santone calvo in cambio di un pollo vivo.
E ora guarda dove sono finito a cercare lavoro.


GinocchiaAPunta
lunedì, 25 febbraio 2008, ore 15:36

- non comprare mai un divanoletto
- in caso di incauto acquisto, assicurarsi che la notizia non trapeli
- in caso di fuga di notizie, procurarsi uno striscione come questo
- non rispondere mai sì, a nessuna domanda
- non rispondere mai sì, soprattutto se la domanda sembra importante (concetto reiterato causa reiterazione dell'errore)
- non rispondere mai (per sicurezza)
GinocchiaAPunta
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categoria : ioodio
venerdì, 22 febbraio 2008, ore 21:22

Questo è un blog affetto da ermetismo congenito.
Afasico alla verità, balbetta solo sconnesse parole d'artificio.
Indi per cui, come si suol dire qui, non pensare di aver capito, perché hai capito male! O, come disse la Strega non so dove, non la racconto mai tutta! Almeno qui.
Serve un orecchio affinché le labbra schiudano la strada di me.
GinocchiaAPunta
giovedì, 21 febbraio 2008, ore 16:58

Quello che mi vedi addosso non è verde militare. Ci assomiglia per il vizio di fratellanza che hanno tutti i verdi. E poi, io, il militare non l'ho mica mai fatto, anche se mio padre sosteneva che non m'avrebbe fatto poi male imparare a ubbidire e finirla con tutta quest'anarchia del cazzo.
Non è neanche verde pisello, credo. Che di sbaccellare
ancora non è stagione.
Non verde smeraldo, che mi fa venire il mal di testa, nè il veronese, che tutti scambiano per una tonalità di azzurro.
Credo sia verde speranza questo colore che mi trovo addosso, preso a caso dal cassetto per il troppo sonno.
Però non mi sta male in viso, la speranza.

GinocchiaAPunta
mercoledì, 20 febbraio 2008, ore 20:35

Ho recidive di cattivo umore da eradicare.
L'antidoto al mio veleno pare funzionare, scioglie pensieri rosso cupo nella determinazione dei 'ce la faremo!'.
Ingredienti:
* 3 cubetti di ghiaccio
* 1/3 di Gin
* 1/3 di Martini Rosso
* 1/3 di Bitter Campari
* mezza fetta di arancia
Procedimento:
Mettere tre cubetti di ghiaccio nel bicchiere (ideale un tumbler basso, o old fashioned) pre-raffreddato e aggiungere gli altri ingredienti. Mescolare bene con l'apposita asticella e guarnire con la mezza fetta d'arancia.
Ripetere la somministrazione al bisogno.
GinocchiaAPunta
martedì, 19 febbraio 2008, ore 15:49

La palla rimbalza frenetica da una sponda all'altra. Le stecche vibrano per i colpi violenti. Un omino dei rossi ha già perso la testa, saltata non so come fino a centrocampo.
Nonostante l'astuta difesa dell'Ingegner Bilogo, Trieste gioca tecnico e butta dentro palle che non vedo. Si potrebbero contargli gli anni sprecati al bar sport, studiando le sue finte. È il compagno ideale là davanti, per me che gioco solo dietro un gioco lento, tutto parate e palle dritte che si infilano nei vuoti.
Me l'ha insegnato Canio al chiosco del Martini, lasciar scorrere e aspettare che si sfili l'omino che mi pressa.
Penne mi spacca le dita a furia di colpi secchi del polso. Si resiste, come sempre, per cocciutaggine.
Il sole sbuffa calora sulla polvere sottile caduta in questi mesi senza pioggia. Una diana rossa si consuma a bordo campo. Un trillo del telefono mi dice che è ora di tornare a lavorare.
Sorrido mentre riannodo alle dita i pensieri lasciati scivolare in traiettoria. Come un attimo di pausa anche da me.

GinocchiaAPunta
lunedì, 18 febbraio 2008, ore 12:34

È la pelle che decide.
Il cervello è un alambicco che distilla ragioni all'incontrario e il cuore già fatica a fare girare il fango nelle vene. I polmoni hanno abbandonato tempo fa la loro gabbia -salbutamolo solfato si chiama ora la mia aria- e il fegato è in diatriba con il conte Camillo di Negroni. Dello stomaco non so nulla, se non quando lo sento stringersi in un pugno, e la milza tiene il ritmo dei miei passi incerti nella corsa.

Sarà l'intelligenza della pelle a decidere per me.

[No, non sono depresso manco per niente. Sono soltanto un minchia!]
GinocchiaAPunta