venerdì, 30 marzo 2007, ore 15:26
Oggi è così.
Cielo chiuso sulla testa e ricordi di tanti anni fa che sgocciolano lenti. Petrolio.
Fortuna che non piove.
Almeno non ancora!
Il tempo fragile di ieri mi porta al poco che posso di oggi. Un uovo a Pasqua e la stella a Natale.
Purtroppo, non ho molto altro da offrire a mio padre.
GinocchiaAPunta
giovedì, 29 marzo 2007, ore 13:32
La sera tardi, via il libro ed un ultimo sguardo dall'abbaino prima di tirar giù le tende. La Mole, illuminata a festa, volta le spalle alla città addormentata. Ha occhi solo per Superga. Che sta lassù, altera.
Credo sia innamorata, la Mole. Di quell'amore solido che prende i palazzi che si guardano in faccia.
Qui, dai tetti sembra tutto immobile.
Forse nel ventre delle case qualcuno si agita come me. Impossibile saperlo. Anche se mi piacerebbe fare qua sotto, in piazza, un punto di raccolta per tutti quelli che la notte non possono, non vogliono dormire.
Un paio di birre e una pizza sulle panchine. Chiacchiere.
- E tu perchè non dormi?
- Colpa di quel dannato caffè dopo cena! Tu, invece?
- Io? Io è perchè non so spegnere la testa. Appena chiudo gli occhi mi si fa folla nelle pieghe del cervello. Come stare in metropolitana.
- Ah..
- Però è bello qui..
- Si, bello..
- Ti va una birra?
E la notte se ne va riconsegnandoci illesi al mattino.
[Ho i mostri sotto il letto! E non basta il mociovileda! Dormire, certe notti, è impossibile!]
GinocchiaAPunta
martedì, 27 marzo 2007, ore 21:41
Come un crescendo.
Stanco. E non potere dormire. E quindi sempre più stanco, ora dopo ora. Con gli occhi sbarrati ed i pensieri incollati alle chiome di qualcuno che non c'è. La rabbia che si frange sulle pagine di un libro.
All'una di notte avevo gli occhi sbarrati.
Alle cinque appena la percezione di un vago torpore.
La sveglia mi ha crepato qualche angolo del cervello. Strideva sul sonno fattosi necessita fisiologica, al mattino. Probabilmente ora ricordo qualcosa in meno di ieri, qualcosa di importante andato distrutto nella deflagrazione delle orecchie.
E la giornata mi è crollata dietro di conseguenza. Come un unghiata sulla lavagna.
[è che di solito mi addormento appena mi metto in orizzontale, di solito!]
GinocchiaAPunta
lunedì, 26 marzo 2007, ore 21:38
Oggi ho lavorato fino a tardi. Fino a tardi che fuori era già buio nonostante l'ora legale. Merda!
Odio quando mi capita di lavorare così tanto. Chè poi mi succede che non so cosa raccontarvi oltre al fatto che sono stanco! Stanco assai! Che palle!
GinocchiaAPunta
domenica, 25 marzo 2007, ore 13:03
Metti una sera a teatro. Metti che ci vado solo, ché sono riuscito a fare con il teatro quello che non so fare con il cinema. Entrare, sedere, guardarmi attorno, come fosse normale che il sedile vicino sia occupato solo dalla giacca ripiegata con cura. Aspettare il calare delle luci, il sussulto del sipario, giocando ad inventare le vite degli altri.
- Barbalunga cerca di sedurti a parole, eh, Biondocenere? Ma se al buio ti poggiasse la mano tra le cosce sorrideresti di più. Che le parole affaticano, alle volte! E tu, Occhitartaruga? Perché ti guardi attorno con insistenza? Non ti devono trovare? Ma chi? O cerchi lo sguardo di Unghielaccate, che sospira come avesse un peso al cuore da sfiatare?
Poi cercare un altro cane che siede solo. Guardarlo, riconoscersi, abbaiarsi. Ma non c'è mai nessuno solo. Appena io e quel vecchio laggiù che già russa.
All'improvviso, nessuno. Come un calo della vista. O sono le luci che si abbassano?
Buio. Il sipario trema.
Compare Sibilla, nerovestita. Il bicchiere semivuoto trema in mano. Ride forte, quasi sguaiata.
Racconta.
- Ho bisogno di lui! I suoi pieni contro i miei vuoti. Anche questo bicchiere è un pieno che riempie il mio vuoto.
[E son rimasto nudo, con la vertigine del mio vuoto a tagliarmi il respiro alla gola!]
GinocchiaAPunta
venerdì, 23 marzo 2007, ore 15:25
Adelina sta lentamente scomparendo. Si sta facendo minuta. E ingobbendosi un pochino sulla vecchia Singer.
Cuce. Cuce sempre. Da sempre.
Ma ora i capelli sono bianchi e lisci. Dopo essere caduti tutti, quelli castani e mossi, sono rinati in altra forma. Forse erano solo stanchi di essere i soliti capelli castani e mossi. Capelli da dottoressa ora, una specie di caschetto argentato.
Quello che non è mai cambiato, nonostante tutto, è il sorriso dolce e sovrappensiero. Come se in fondo sorridesse per un altro motivo. Per qualcun altro. Che non c'è. Un sorriso tutto labbra e occhiverdi. Che spesso mi ritrovo sulla faccia.
E non posso fare a meno di pensare che di lei mi resterà sempre attaccato addosso questo sorriso. Ed un infinità di camicie azzure, a quadretti. Tipo tovaglia da picnic. Ecco!
[E un bellissimo e lungo cappotto nero! D'altronde, è la sarta migliore che abbia mai visto all'opera!]
GinocchiaAPunta
giovedì, 22 marzo 2007, ore 15:11
Ginocchia: [sottovoce] è che purtroppo non sono più quel bambino riccioluto e serio che 'dove lo metti sta'..
Silenzio
..
Silenzio
..
Ginocchia: [muto] e mi capita, allora, di stare spesso solo..
[La gente continua a correre alle mie spalle, ne sento il passo cadenzato con il respiro forte. Sulla panchina solo io, seduto a gambe incrociate. Tiro qualche sasso nell'acqua che scorre, ancora oggi, al contrario. Un po' di vento. Uno. Due. Tre. Quattro. Una pietra particolarmente piatta conta fino a cinque. Poi affonda.]
2PS
- Non so cosa cucinare stasera! E ho pure dimenticato di comprare il pane! Che nervi!
- Mi ha fatto sorridere questa cosa qui. Che poi, lo so, non è questa gran cosa. Ma tant'è. "La verità è che il mondo è una palla di magia, amico mio, e questa è la sola ragione per cui l'acqua non esce dagli oceani mentre la terra gira". [Veronesi S. 'Caos calmo'. pg.230]
GinocchiaAPunta
mercoledì, 21 marzo 2007, ore 12:56
Oggi mi hanno messo in testa la neve. La neve in città.
Quando tutti cristonano e a me mi [amemì rafforzativo del concetto di possesso] si apre in faccia un sorriso grande grande. Di quelli che non cavo fuori spesso, impegnato come sono a nascondere i denti storti.
La neve che cammini ed è tutto silenzio, che ti giri e vedi quanto cazzo vai sghembo, che alzi il naso al cielo e speri forte sia nero, gravido di fiocchi. La neve che ti fa le mani rosse ma non puoi non toccarla, che metti tre paia di calzini, che continui a camminare verso dove c'è niente. Che la neve è più neve dove c'è niente. E tu sei più tu.
E poi guardo fuori. Della bolla artica rimane solo questo [vedi foto]! Cazzo!
GinocchiaAPunta
martedì, 20 marzo 2007, ore 12:49
Oggi è freddo e cupo.
Ma il cielo grigio sa piacermi.
Non sempre, ma ultimamente si è fatto così raro. E rare certe pioggie leggere ed insistenti che ho amato tantotempofa.
Stamane, allora, ho fatto colazione con le tende spalancate perchè non c'era luce a sufficienza per i miei occhi.
Tutto era stanamente madreperlaceo. Il cielo, la caffettiera, le ringhiere dei balconi. Io stesso mi sentivo come immobilizzato nella madreperla.
Immobilizzato. E madreperla.
[Più che altro madrepirla! Il fatto è che io ho un problema. Ho già mandato il cappotto in lavanderia. E questa cazzo di bolla artica mi sta gelando il culo!]
GinocchiaAPunta
lunedì, 19 marzo 2007, ore 15:56
Senza parole.
Proprio come quelle vignette de 'La Settimana enigmistica': situazioni surreali ed aria perplessa. Nessuno che ride. Ecco! A volte, la vita mi perplide!
GinocchiaAPunta